7 cose che (forse) non sai sulla fatturazione elettronica

  • Silvio Andreoli

Il fatidico momento è arrivato. Ci siamo ormai lasciati tutte le feste alle spalle ma l’obbligo della fatturazione elettronica – come forse molti speravano – non è stato prorogato. Abbiamo raccolto di seguito sette piccoli aspetti che, volenti o nolenti, cambieranno la gestione delle fatture della nostra attività.

7 cose che (forse) non sai sulla fatturazione elettronica

La fattura elettronica una volta inviata, è inviata.

Alzi la mano chi, almeno una volta, vedendosi recapitare una fattura di acquisto non ha contattato il proprio fornitore dicendogli: “Potresti intestare la fattura a quest’altra società?” oppure “Non è che mi aggiungeresti questo nella descrizione?”.

Ecco. D’ora in avanti quando una fattura è inviata (allo SdI – Sistema di Interscambio), è inviata.

Ciò significa che l’Agenzia delle Entrate l’ha ricevuta, e non si cambia più. Per correggere l’errore occorre fare una bella nota di credito a completo storno della fattura sbagliata, e riemetterne una nuova con importo e descrizione corretti.

Attenzione però a ciò che viene inviato, perché ora rimane traccia di tutto.

La fattura elettronica non si può retrodatare, ma…

Questa è un’altra tra le più classiche abitudini dell’imprenditore italiano. Finora chi doveva emettere fatture a fine mese poteva prendersela comoda e farle magari il 15 del mese successivo giusto in tempo per consegnarle al commercialista (con sua estrema gioia) per la liquidazione IVA. Tanto che problema c’è?

D’ora in avanti le cose cambiano leggermente. Reggetevi forte: la norma prevede che le fatture debbano essere inviate all’AdE entro 24 ore dall’emissione. Semplice no?

… è concesso inviarla in ritardo.

Se vi state ancora riprendendo dall’ultima frase, non temete. Persino il legislatore si è accorto che forse si trattava di un vincolo un tantino pesante, perciò dal prossimo settembre la scadenza di invio passerà da 24 ore a 10 giorni dalla data di emissione.

In soldoni, per chi fattura a fine mese la scadenza ultima per l’invio è fissata al giorno 10 del mese successivo.

E dal 1° gennaio fino al 31 agosto? Per questo lasso di tempo rimane l’obbligo di invio entro 24 ore, ma fino a settembre 2019 sarà comunque concesso oltrepassare questo limite senza incorrere in sanzioni.

Un consiglio però: abituatevi sin da subito ad inviare le fatture elettroniche non oltre i 10 giorni, perché il tempo vola e settembre arriva!

Quando posso detrarre l’IVA di una fattura elettronica di acquisto?

La risposta a questa domanda è semplice, ma vale la pena fare una piccola precisazione. Come prima dell’avvento della fatturazione elettronica, l’IVA è detraibile dal momento in cui si riceve la fattura dal proprio fornitore.

E allora cosa cambia?

Prima se – ad esempio – si riceveva una fattura di acquisto datata 31 gennaio nel mese di febbraio senza grossi problemi si procedeva al recupero della relativa IVA a credito a gennaio, magari riliquidando il mese.

Ora le cose cambiano perché, a differenza di prima, la data di ricezione della fattura è certificata. Questo significa che se un mio fornitore emette fattura il 31 gennaio, con tutta probabilità (vuoi perché ha 10 giorni di tempo per inviarla, vuoi per i tempi tecnici anche se dovesse inviarla subito) la riceverò a febbraio e pertanto l’IVA sarà detraibile solo a febbraio.

Attenzione quindi alla gestione finanziaria!

Se sei minimo o forfettario puoi fare a meno della fattura elettronica.

Ormai è risaputo che chi opera nel regime dei minimi o dei forfettari (che nel 2019 probabilmente aumenteranno) è esonerato dall’obbligo di inviare le proprie fatture in modalità elettronica.

Come deve comportarsi però con le fatture di acquisto? E’ obbligato a ricevere in formato elettronico?

La risposta è no. 

Se il contribuente minimo/forfettario procede alla comunicazione del proprio codice destinatario e/o della propria PEC nell’area personale dell’AdE, manifesta automaticamente la volontà di ricevere le fatture elettroniche e sarà di conseguenza obbligato anche a conservarle sostitutivamente.

Per evitare ciò, non bisogna chiaramente inserire alcun dato nella propria area personale dell’AdE e in sede di acquisto va comunicato al proprio fornitore di inserire 7 zeri (0000000) nel campo del codice destinatario prima di procedere all’invio della fattura.

Non dovrai più consegnare il plico cartaceo di fatture al commercialista.

Finalmente un vantaggio reciproco per imprenditori e commercialisti. I primi non dovranno più preparare il famoso plico da consegnare al commercialista, i secondi non dovranno più tartassare i propri clienti di mail e telefonate affinché tale plico arrivi per tempo.

La fatturazione elettronica – in quanto tale – automatizza questo processo e una volta inviata al Sistema di Interscambio dell’AdE diviene anche disponibile (in maniera automatica, previa delega ad operare da parte del consulente) allo studio contabile che può così procedere alla registrazione.

Non dovrai più comprare le marche da bollo.

Fatturazione elettronica, bollo? Elettronico. Venendo a mancare l’obbligo di stampare su carta le fatture emesse, viene di conseguenza a mancare anche l’obbligo di apporci fisicamente (ove richiesto) la famosa marca da bollo di € 2,00.

Questo non fa venir meno l’obbligo di pagare il tributo chiaramente, cambia solo la modalità. Entro 120 giorni dalla fine dell’esercizio precedente (30/04/2020 per il 2019) bisogna ricordarsi di comunicare al proprio consulente il totale dei bolli dovuti per l’anno appena trascorso affinché possa preparare un F24 con tale importo.

Sicuramente anche questa una piccola miglioria dal punto di vista organizzativo e gestionale. 

Studio Moro
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